Aprire la porta della mia aula al mattino è un rito. I miei alunni lo sanno e aspettano in modalità power saving mentre infilo la chiave nella serratura. Sarah fissa un punto indefinito nel corridoio con la schiena curva e gli auricolari nelle orecchie, chissà cosa sta ascoltando di così deprimente. Laiba indossa un hijab color crema perfettamente intonato con le All Stars dorate mentre sfoglia nervosamente il libro di American history, chissà a che ora avrà il test. Uriah è al telefono con qualcuno, ma bisbiglia e non riesco a distinguere le parole.
L’ordine di arrivo a scuola dei miei studenti ricorda quello dei concerti. I primi ad arrivare sono gli alunni meno social, oppure, come nel caso di Uriah, gli influencer di nicchia, quelli del ‘pochi ma buoni’. Man mano che i minuti passano, entrano gli studenti con qualche centinaio di followers. Le star, come da copione, arrivano sempre alla fine, quando l’atmosfera è calda e la scuola si è ormai trasformata in un formicaio brulicante.
Forse anche per questo, quando intravedo Kenzie in fondo al corridoio sbracciarsi e salutarmi calorosamente, capisco che la giornata sta per prendere una brutta piega.
La porta si apre di schianto emettendo un crepitio metallico. Gli studenti mi seguono senza fretta mentre mi avvio alla cattedra. L’odore dell’aula mi riempie le narici; sa di stantio, un misto di detersivo evaporato, muffa e sbianchetto.
Prendo il portatile e lo connetto al proiettore, poi con calma mi avvio alla lavagna, scrivo la data in Latino e l’oggetto del giorno: ‘possumus dicere quid interest inter Didonem et Nausicaam…’
‘Hey Mr.D…’ è la voce squillante di Kenzie. Guardo l’orologio appeso alla parete. Sette e diciannove: non dovrebbe essere qui. Kenzie dovrebbe fare il suo ingresso trionfale tra le sette e quaranta e le sette e quarantacinque, subito un attimo prima del monòtono beep monotòno della prima ora. Dovrebbe entrare con una caraffa di mocacchino super deluxe dispensando saluti annoiati ai maschietti della classe per poi rivolgersi a me, quasi con aria di sfida: ‘Hey Mr.D, visto che ce l’ho fatta anche oggi?’
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