Small Talks From Finis Terrae

La classe è in modalità spotify. Non so come abbiano fatto, ma i miei studenti hanno messo la mia voce che spiegava un improponibile percorso sul capello nella letteratura Latina in modalità mute e adesso fissano le mie labbra che si muovono al ritmo di never really over di Katy Perry.

La situazione non mi turba più di tanto, non è insubordinazione, l’atteggiamento dei miei alunni rappresenta piuttosto lo status quo della Silvana High in questo venerdì mattina di fine settembre. Di fatti non è la mia classe di Latino ad essere in fibrillazione, è l’intero istituto che oggi si muove a ritmo dance. Domani sera le porte della scuola si apriranno per celebrare la prima festa mondana dell’anno scolastico ninenteen’twentyl’homecoming dance.

Homecoming è il ballo tradizionale di inzio anno al quale possono partecipare tutti gli studenti della scuola, non come il Prom, il ballo di fine anno riservato ai seniors, gli studenti dell’ultimo anno.

Il tema di quest’anno è ‘Back to Hollywood’. La scuola è addobbata con festoni e lanterne che rievocano il bianco e nero di Ginger Rogers e Fred Aistare. Gli studenti bisbigliano segretamente quale vestito indosseranno domani sera, ma naturalmente la discrezione è d’obbligo, tutti sognano di fare un’entrata trionfale e di venir ricordati per omnia saecula saeculorum.

Dal canto mio mi limito a portare a termine la lezione come se nulla fosse, sapendo che homecoming passerà come il di’ di festa, mentre il mio compito in classe rimarrà nei registri del primo quarto, indelebile come una macchia d’olio sul vestito della domenica.

Al termine della prima ora Kenzie mi viene incontro sfoggiando un sorriso complice: ‘Mr.D, lei domani verrà a fare un giro per la scuola?’

La guardo con occhi sornioni: ‘Naturalmente, non mi perderei questo appuntamento mondano per niente al mondo’.

‘Mr D. Non se ne pentirà…’ Replica Kenzie uscendo dall’aula.

La verità è che il mio nome è stato scelto dall’amministrazione insieme a quello di altri cinque compagni di sventura. Li chiamano extra duties, compiti extra che ogni insegnante deve fare da contratto. Quest’anno a me è toccato homecoming.

Il monòtono beep monotòno restituisce Kenzie alla seconda ora e a me un briciolo di tranquillità. È la mia ora di programmazione, così decido di mettermi su un caffè prima di cominciare a correggere.

 

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Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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