Libera te primum metu mortis (illa nobis iugum inponit), deinde metu paupertatis. Si vis scire quam nihil in illa mali sit, compara inter se pauperum et divitum vultus: saepius pauper et fidelius ridet;
‘Liberati per prima cosa dalla paura della morte…’
‘Bene Priscilla… continua..’
‘Quella ci impone la pesan..tezz..a?’
‘Può passare… diciamo anche di sì… chi vuole continuare?’
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BIBLIOGRAFIA
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il COMMENTO DI ANDREA….
Al centro dell’ultimo “ex cathedra” c’è un esempio di quel 3% di studenti americani che vivono senza fissa dimora. In questo “tema,”che certamente spesso contiene anche “rigurgiti” di fame e povertà materiale, veniamo inopinatamente introdotti attraverso un esercizio assegnato ad una classe: sommessamene gli studenti ruminano i “benefit” che si sono portati da casa, e intanto cercano di tradurre un testo di Seneca sui temi della condizione umana, della morte, della gioia, della povertà…
Certamente Plauto è più “connaturato” di Seneca alle contorsioni gastriche dovute a fame o a stravizi alimentari: i suoi personaggi le minacciano o le esibiscono suscitando il riso con le loro smorfie; ma la compartecipazione emotiva alla condizione dello studente che “obtorto collo” rinuncia a 5 pranzi per risparmiare il denaro necessario all’acquisto di materiale scolastico, fa chiudere a Mister D.M. la bocca dello stomaco e, parallelamente, l’involucro della “schiscetta”…
Al dramma di questa improvvisa presa di coscienza si contrappone la seraficità di Mrs Silvana High, capace non solo di riconoscere e chiamare affettuosamente per nome (beata lei!) l’intera popolazione della scuola, ma anche di accettare serenamente la propria impotenza davanti al “male di vivere” di tanti.
Neppure le parole di Seneca valgono però a consolare Sam, perché secondo lui “ loro… non sono come noi”. Eppure proprio qui è probabilmente la chiave del diverso atteggiamento di Sam e Uriah davanti ala vita: per il primo essa è “Motel”, “Burger King” e poco altro; per il secondo, da sempre abituato a misurarsi con la Sinagoga e la lingua della torà, il mondo è più complesso, ma, in definitiva, più ricco e interessante.
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