Martedì otto settembre, prima ora. Dopo settantotto giorni, quindici ore e quaranta minuti di inerzia scandita da pomeriggi dilapidati davanti a Youtube, distanziamento sociale, mascherine griffate, fughe a Ocean City con la famiglia, tensioni sociali, statue divelte, diatribe politiche e neanche una caraffa di CocaCola o un cestino di popcorn da sgranocchiare nei multisala chiusi per Covid, la mia nuova classe si presenta davanti allo schermo per la prima lezione del nuovo anno scolastico.
Ventisei quadratini silenziosi impersonano con alterne fortune altrettanti studenti guardinghi. L’unica parvenza umana sono io e la mia immagine riflessa nello schermo, o forse no… Dovrò imparare tutti i nomi e provare ad appiccicare pure qualche faccia, un po’ alla volta.
Vuoi continuare a leggere? Questa storia Farà parte del mio nuovo libro in uscita a fine maggio inizio giugno…

Discover more from Lapis Et Lux
Subscribe to get the latest posts sent to your email.
One thought on “America, the beautiful”