L’Oracolo e la Pizia S.p.A.: Destini su Misura

Vi state ancora chiedendo se l’oracolo di Delfi sia davvero quel masochista ambiguo e furbastro che tutti temono? Ah ma allora non conoscete la storia di Creso, e, soprattutto, non sapete nulla del sodalizio tra l’oracolo e la sua fidata Pizia, un duo che sembra uscire direttamente da una televendita anni Novanta. Una cosa tipo il Mago Do Nascimento e Wanna Marchi, ma con meno creme miracolose e più fumi sacri: un perfetto mix di ambiguità, marketing divino e assoluta mancanza di scrupoli.

L’oracolo, come ogni grande manipolatore, è un maestro dell’ambiguità, ma non si sporca le mani in prima persona. Si limita a dettare grandi verità, nascondendosi dietro una coltre di fumo e di mistero.

La Pizia, invece, è il volto pubblico del sistema: una sorta di front desk manager del destino. Insieme sono una macchina perfetta: l’uno lancia i dadi del fato, l’altra li fa rotolare fino a incastrare i malcapitati.

Per comodità, immaginiamo la Pizia come la segretaria dell’oracolo. O, come preferisce definirsi lei per darsi un po’ di arie, la “front desk manager“. In realtà, è una donna piuttosto grezza, reclutata tra le disperate di Delfi per risparmiare sul minimum wage. Con l’aria perennemente affaticata e una tunica che sembra una tenda comprata in saldo, si aggira per il santuario con movenze teatrali, distribuendo frasi ambigue e lanciando sguardi enigmatici. Una presenza che, a metà tra un’attrice di telenovela e una cartomante da fiera di paese, incute una certa soggezione, pur mantenendo un’irresistibile aura da truffatrice degli anni d’oro.

La Pizia è celebre per il suo stile inconfondibile: un curioso mix tra l’atteggiamento di chi “non ha tempo da perdere” e una passione smodata per il melodramma. Sempre accasciata sul suo trono di treppiedi, fuma vapori di alloro manco fossero Nazionali senza filtro, rispondendo alle domande con l’entusiasmo di chi è alla sesta ora di straordinari non pagati.

Seduta su quel treppiede, avvolta dai vapori di alloro e incenso, sfoggia un’espressione enigmatica che sembra dire: “So tutto di te, ma mannaggia a Clitemnestra non mi chiedere un caxxo”.

Come se non bastasse, per rendere tutto più semplice, parla in versi, tipo rap, intrecciando metafore così intricate da far impallidire persino i testi più arditi dei trapper moderni. Il risultato? I clienti la guardano con la tipica espressione da: “Ma che caxxo ha detto?”.

E l’oracolo? Lui osserva tutto da dietro le quinte, godendosi lo spettacolo. Probabilmente sorseggia ambrosia con l’aria compiaciuta di DiCaprio in quel famoso meme.

Il santuario è gestito come un perfetto business model ante litteram: profezie gratuite per i nuovi clienti, doni obbligatori per le risposte più dettagliate, e un’offerta “premium” che garantisce sessioni private con interpretazioni personalizzate. Un sistema che, come ogni grande impresa, vive di marketing e di un passaparola curato nei minimi dettagli: ogni profezia è un capolavoro d’ambiguità e mistero, in modo che nessuno possa mai dire di essere stato davvero truffato.

Tra le vittime illustri di questa macchina del destino ci finisce Creso, il re della Lidia. Creso è un uomo tanto potente quanto sicuro di sé, uno di quelli che oggi defineremmo “un tamarro ante litteram“. Sempre in giacca e cravatta (immaginaria), con una moneta d’oro in tasca e il mantra “chi fa da sé, fa per tre”. Ah, e pure tirchio, perché non si fida nemmeno dei suoi stessi consiglieri.

Un giorno, però, decide di mettere alla prova Delfi, l’oracolo famoso in tutto il Mediterraneo. “Non li fregherò con una domanda banale,” pensa, ridacchiando sotto i baffi. Così bolle una tartaruga e un agnello in un pentolone di bronzo, convinto che nessuno indovinerà mai il contenuto. Un colpo da maestro, no? “Vediamo se questi santoni ci arrivano,” mormora, con l’aria di chi si sente già vincitore.

La Pizia, con la calma navigata di chi ormai ne ha viste di tutti i colori, inala i vapori sacri, chiude gli occhi e pronuncia: “Mhhh, questa sarebbe da presentare a Masterchef: testuggine bollita a bassa temperatura nel bronzo, servita su una riduzione di agnello aromatizzata al fumo di alloro. Una vera esplosione di sapori ancestrali!”.

Creso rimane di stucco. Non solo lo beccano in pieno, ma lo fanno con un’aria disinvolta, come se fosse cosa da poco. All’inizio, pensa di essere caduto in un elaborato trucco pubblicitario. L’oracolo, però, non lascia spazio a dubbi: questo non è un circo qualsiasi, è il Il chatbot divino dell’antichità.

Creso torna in Lidia con un mix di reverenza e paranoia: “Se sanno cosa bolle nel mio pentolone, chissà cos’altro possono sapere…” Ma, si sa, le risposte dell’oracolo non sono mai gratuite…

Convinto ormai dell’affidabilità di Delfi, e forte dell’infallibile reputazione della Pizia, Creso decide di fare il grande passo. Non si presenta però a mani vuote. Anzi, porta con sé quella che oggi definiremmo “la prima grande tangente dell’antichità”. Oro, gioielli, coppe preziose: un intero tesoro che fa risplendere il tempio come un tramonto sul Bosforo. Il suo scopo? Ingraziarsi i favori dell’oracolo.

Con tutta la pompa degna di un re della Lidia – servi, doni e quella sua inconfondibile aria di superiorità – Creso si fa avanti e, con tono che mescola reverenza e sicurezza, chiede: “Se muovo guerra ai Persiani, vinco?”.

La Pizia, indifferente al luccichio del tesoro (o forse no), inala i vapori sacri, roteando gli occhi per creare l’atmosfera, poi pronuncia con voce solenne: “Se muoverai guerra, distruggerai un grande impero.”

Creso sente il cuore esplodere di gioia. “Ma vieniii ma vaiii,” pensa.

Ma, poiché fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, decide di indagare ulteriormente. Non si sa mai con gli oracoli…  Così chiede, con tono che tradisce una certa impazienza: “E il mio regno? Quanto durerà?”.

La Pizia, senza scomporsi, si lancia in un’altra profezia enigmatica, stavolta ancora più teatrale: “Il tuo regno cadrà quando un mulo sarà re dei Medi.”

Creso, si lascia andare a una risata. “Un mulo? I danni che fa la droga! I muli non diventano re. Grazie e arrivederci!”.

Intanto dietro le quinte l’oracolo e la Pizia si scambiano un’occhiata complice… Con tutto questo botto di soldi stasera festa grande!”

Così, galvanizzato dalla presunta certezza della vittoria, Creso attacca i Persiani.

 Il risultato?

Un disastro epico.

E non parliamo di una semplice sconfitta… no, no… ma di una disfatta colossale, una sorta di Brasile-Germania 1-7 dei tempi antichi.

Prigioniero e umiliato, Creso, ormai ex-re della Lidia e attuale abbonato infelice al servizio Oracoli Premium, decide che non può chiudere la questione così. Manda un emissario a Delfi con un messaggio chiarissimo: “Richiedo immediatamente un rimborso! Ho pagato un tesoro in oro, gioielli e ammennicoli vari per una profezia che mi ha rovinato la vita. Avete detto che avrei distrutto un grande impero, e invece ho perso tutto! Reclamo il mio diritto alla garanzia soddisfatti o rimborsati!”

La Pizia, con la calma di una centralinista navigata del customer care, risponde senza scomporsi: “Gentile cliente, ti ringraziamo per aver contattato il nostro servizio. Come chiaramente indicato nei termini e condizioni, disponibili in ogni tempio greco e scolpiti in caratteri cubitali, le profezie sono soggette a libera interpretazione. Ti avevamo avvisato che un grande impero sarebbe caduto, ma non abbiamo MAI specificato quale. Era il tuo regno. Obiettivo raggiunto. Desideriamo inoltre informarla che, nel caso specifico del mulo, il riferimento riguarda il nickname di Ciro, il nuovo sovrano, così chiamato per via delle origini etniche diverse dei suoi genitori. Siamo spiacenti, ma non possiamo accogliere la sua richiesta. Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dietro la tenda, l’oracolo e i suoi assistenti intanto ridono a crepapelle, qualcuno con un bicchiere di vino in mano: “Questo pensa che possiamo fare un refund in dracme? Che carino.”

L’emissario torna da Creso con la risposta ufficiale, che si può riassumere in: “Grazie per la tua segnalazione, ma il tuo problema non è coperto dalla nostra policy. Feedback non richiesto: la prossima volta leggi le FAQ.”

E così Creso, depresso e senza un regno, impara due cose fondamentali:

  1. Mai fidarsi di un oracolo che non offre almeno una prova gratuita.
  2. Il destino, come le profezie, non accetta refund.


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Published by Lapis et Lux

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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