“Mida al talent show: orecchie d’asino e altre storie psichedeliche

Ah, gli open day. Quel momento in cui i prof di latino si aggirano nei corridoi come stalker letterati, con quei sorrisetti nervosi e l’aria di chi sta per svelare il segreto quarto segreto di Fatima. Si avvicinano con fare ammiccante: “Hey, tu… vieni qui, ti spiego perché il latino ti cambierà la vita…”.

E giù con i grandi classici: “Il latino apre la mente!”, “Ti renderà un pensatore critico!”, “È la base della nostra civiltà!”. La vendono così bene che quasi già uno si immagina circondato da allori, intento a recitare frasi epiche come un antico oratore sui rostri.

E allora ci si iscrive all’indirizzo di studi con la lingua latina, convinti di entrare in una cerchia ristretta di gloria e saggezza, di leggere frasi solenni e ispirazionali, come tanti piccoli Ciceroni e Quintiliani.

Ma poi arrivano le versioni e, una riga alla volta, si scopre cosa non è stato detto. E più si traduce, più sembrerà di essere finiti in un trip mitologico. Eh sì, perché un momento si legge di eroi che sacrificano tutto per la gloria, con frasi solenni tipo “Libertà non sei che una parola” e un attimo dopo si viene catapultati in storie dove gli dèi si trasformano in animali per rimorchiare, le ninfe diventano alberi per sfuggire agli stalker, le ragazze troppo brave a cucire vengono punite diventando ragni…

Così, ci si ritrova davanti al dizionario a chiedersi: “Ma che caxxo si fumavano questi?”

Mi spiego?

Mi spiego…

Allora, prendiamo la storia di re Mida. No, no, non quella in cui tutto quello che tocca diventa oro, parlo dell’altra, quella della gara canora di Apollo. Okay, immaginamo un talent show ante litteram, qualcosa tipo X Factor dell’Olimpo. Sul palco, Apollo, dio della musica e delle arti, sfida Pan, un satiro con più entusiasmo che talento, in una gara musicale. La giuria, composta da divinità e creature mitologiche (probabilmente un mix tra Simon Cowell, Maria De Filippi e qualche mostro a caso), vota all’unanimità per Apollo, lodando la sua tecnica impeccabile e il suo look da rockstar divina. Ma ecco il colpo di scena: nel televoto entra re Mida, che, chissà per quale ragione (forse sordo, forse fan del trash), decide di schierarsi con Pan.

Un’offesa bella e buona per Apollo, che, notoriamente, ha la pazienza di un adolescente sul bus con lo smartphone scarico.

La sua vendetta? Trasformare le orecchie di Mida in quelle di un somaro, giusto per sottolineare il livello della sua scelta musicale (digressione semi-mitologica ma non troppo: chissà cosa farebbe Apollo oggi a tutti gli amanti della musica trap).

Mida, a quel punto, si ritrova con un look più adatto a un concorrente di un reality show dal titolo La fattoria che a un sovrano, e invece di affrontare la cosa con filosofia (o almeno con autoironia), si ingegna per nascondere tutto. Insomma, si procura un turbante degno di una star di Bollywood o una corona che sembra uscita direttamente dal reparto “accessori ridicoli” di un negozio di carnevale. Ma i capelli, si sa, non fanno sconti a nessuno, nemmeno ai re con segreti imbarazzanti. Così, quando la chioma di re Mida cresce più lunga e più folta di quella di quella di Joey Tempest ai tempi d’oro di The Final Countdown, Mida si arrende e chiama il suo barbiere di fiducia.

Poveretto sto barbiere, probabilmente sperava solo in una giornata tranquilla fatta di tagli, barbe e zero drammi. E invece, eccole lì: due orecchie d’asino che spuntano da sotto il turbante del re come antenne paraboliche pronte a captare segnali dai satelliti.

Mida, che nella catena dell’evoluzione può anche essere sotto a un dio, ma è decisamente ben sopra al suo attendente, fissa il barbiere con uno sguardo che congela come una Medusa. Il poveraccio, già provato da una giornata di merda in cui un cliente gli ha chiesto un mullet ispirato agli anni Ottanta e un altro gli ha urlato contro perché “i colpi di sole non erano esattamente come nella foto su Pinterest,” si ritrova di fronte un re con le antenne da somaro.

“Mannaggia a Clitemnestra! Se qualcuno viene a sapere di queste orecchie imbarazzanti…” esordisce Mida con tono gelido, “…beh, diciamo che ti faccio diventare il moderatore del gruppo WhatsApp di genitori per decidere il regalo di fine anno della maestra. E no, non esci finché non trovi un accordo tra chi vuole regalare una giornata in una spa di lusso e chi propone un pigiama con i Minions preso in saldo al supermercato!”

Il barbiere, pallido come uno smartphone al 2% di batteria durante una riunione su Zoom, annuisce vigorosamente, accettando senza fiatare di mantenere il segreto. A quel punto, inutile dire che probabilmente preferirebbe rasare un porcospino vivo piuttosto che ritrovarsi lì con un sovrano così suscettibile. Terrorizzato dall’idea di lasciarsi sfuggire quel segreto, il barbiere cerca di correre ai ripari….

Prima di tutto, chiude tutti i suoi profili social: addio Facebook, Instagram, Tik Tok e perfino quel vecchio account Twitter che adesso chiamano X ma che lui comunque non usa da almeno un lustro. Già che c’è, si cancella da WhatsApp, elimina ogni app di messaggistica, e per sicurezza spegne pure il telefono, convinto che in qualche modo il segreto possa comunque “fuggire” da solo, magari per colpa di un virus. Ma niente da fare. Quel pensiero gli prude dentro, nella gola e nelle mani, come una puntura di zanzara proprio sotto il calzino o un’etichetta di lana che gratta sul collo. Il barbiere sembra sul punto di esplodere, come una tinozza straripante di Coca-Cola in cui qualcuno ha rovesciato un’intera confezione di Mentos.

Mantenere un segreto del genere è impossibile, soprattutto per uno come lui, abituato a chiacchierare con ogni cliente mentre taglia capelli e diffonde pettegolezzi come un articolo di Dagospia o una puntata di Verissimo. Il poveretto non ce la fa più… deve dirlo a qualcuno, chiunque, anche solo a una pietra. E così, dopo giorni passati a rimuginare, si lascia prendere dalla disperazione. Si reca in un campo isolato, lontano da occhi e orecchie indiscrete, scava una buca nel terreno. Poi, piegandosi su di essa come se fosse il confessionale del Grande Fratello, sussurra con voce tremante: “Re Mida ha le orecchie d’asino!”

Con un sospiro di sollievo, ricopre la buca con cura, convinto di aver trovato il perfetto equilibrio tra il bisogno di sfogarsi e il suo giuramento al re.

Finalmente si sente libero. O almeno così crede…

Eh sì, perché il barbiere, pensando di aver chiuso la questione, non si rende conto di aver letteralmente seminato il pettegolezzo. Proprio sopra la buca iniziano a crescere delle canne, che, spinte dal vento, cominciano a “sussurrare”. E il messaggio, chiaro come un post virale sui social media, si diffonde ovunque: “Re Mida ha le orecchie d’asino!”

Ed è così che, da una semplice versione di latino, lo studente adescato dal professore stalker si ritrova catapultato in un trip psichedelico dove un re con le orecchie d’asino diventa un pettegolezzo vivente grazie a un campo di canne parlanti.

Alla fine, lo studente chiude il dizionario, sistema le penne e mentre cerca ancora di riprendersi, si chiede: non sarà il caso di fissare un appuntamento dallo psicoanalista?



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Published by Lapis et Lux

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

One thought on ““Mida al talent show: orecchie d’asino e altre storie psichedeliche

  1. ben al di là dei piacevoli racconti con cui ci erudisci. è interessante la grafica che ci proponi in stile “movment USA ’60/’70”, “beat generation & c”

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