Walmart e Target sono due catene di supermercati molto famose negli Stati Uniti. Walmart è noto per i suoi prezzi bassi e l’atmosfera rilassata: il classico posto dove puoi fare la spesa in pigiama senza sentirti fuori luogo. Target, invece, ha un tocco più chic, con prodotti leggermente più costosi e un ambiente che ti fa venire voglia di vestirti in modo presentabile. “Oh no, non ho trovato il latte da Walmart… ora mi tocca fare la doccia e vestirmi seriamente per andare da Target!”
Nella mia scuola, gli studenti si dividono proprio tra quelli di Walmart e quelli di Target…
Lo studente da Walmart: Entra in classe con l’energia di chi ha combattuto contro la sveglia e le ha prese. Felpa sformata, tuta scolorita, scarpe che sembrano aver vissuto più avventure del Grande Lebowski. Non cammina: striscia, e ogni passo sembra un test di resistenza alla forza di gravità. Porta sempre con sé uno snack improbabile—pork rinds, cotenne di maiale essiccate—perché, in fondo, se non sgranocchi colesterolo a colazione, cosa vivi a fare? E poi la soda di sottomarca dai gusti improbabili, quella che ti fa chiedere se esista una laurea per inventare sapori con nomi tipo “blu elettrico” o “frutta non identificata.” I vestiti sono un manifesto scapigliato: buchi strategici e macchie d’olio che si rigenerano da sole e gridano all’universo: “Sì, ci ho provato, ma la vita ha avuto la meglio.”
Lo studente da Target. Arriva con una precisione svizzera, polo stirata e pantaloni cachi perfetti, lunghi d’inverno e corti d’estate, sempre con la giusta misura di eleganza scolastica. Le scarpe sono sempre lucide e ordinate; lei magari sfoggia stivaletti di camoscio o ballerine che sembrano appena uscite da un negozio di Soho. E non dimentichiamo il gloss alla ciliegia o il gel per capelli applicato con la precisione di chi potrebbe vincere un premio per l’attenzione ai dettagli. Ogni movimento è curato, come se il loro feed di Instagram fosse la linea guida anche per l’aspetto fisico.
Questi due universi convivono nella mia aula, si sfiorano e si evitano, come il grana e l’impepata di cozze, la Juventus e l’Inter, Target con il suo logo rosso e Walmart con il suo logo blu… E anche se sembrano mondi opposti, sono in fondo l’altra faccia della stessa America.
Il mondo è bello perché è avariato, e la mia aula lo è ancor di più. No, non avariata, bella! E mi piace proprio così, un passo (o una strisciata) alla volta.
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