Eh che ci vuoi fare? L’altra sera mi annoiavo… Su Netflix niente di interessante, il solito scroll infinito senza meta. Libri già letti, telefono buttato sul divano. Senza pensarci troppo, ho aperto il libro di letteratura e, chissà perché, ho invitato le figure retoriche a cena.
L’Iperbole è arrivata per prima, esclamando di aver attraversato mari e monti per essere nel mio soggiorno. L’Anacoluto l’ha seguita, iniziando una frase che non ha mai finito. L’Allitterazione ha preso posto ripetendo, ripetendo, ripetendo il proprio nome finché qualcuno non l’ha zittita con lo sguardo. L’Antitesi ha passato dieci minuti a discutere con sé stessa, mentre l’Ossimoro ha chiesto un cocktail forte ma leggero.
E poi, senza fare rumore, sei arrivata tu. Ti sei seduta tranquilla, altezzosa, quasi invisibile. Non hai interrotto nessuno, non hai cercato attenzione. Ma sotto il tavolo, quando nessuno guardava, hai cominciato a tirarmi calci sugli stinchi che non erano esattamente una carezza.
Ah, Litote, Litote… Lo so, non sei certo l’ultima arrivata. Ma se i professori parlassero come mangiano, ti descriverebbero con due sole parole: bastarda dentro!
Sì, perché io ti immagino come una zia – anzi, no, una strega uscita direttamente dalla testa di Roald Dahl. Velluti dai colori dimessi, trucco che incipria ed esaspera il tuo lato umoristico, sempre a discapito del comico. Modesta e posata, non alzi mai la voce – d’altronde, non ne hai bisogno…
Fai finta di non voler ferire, ma non sei esattamente innocua.
E ma vuoi mettere? Con te le cose più brutte…”non sono bellissime”. E questo post non è un disastro… al massimo… “non brilla per competenza”.
Sei quel pensiero bellino ma “non del tutto chiaro”, quel tema interessante ma “non esattamente centrato”. Lo sanno bene i politici che non brillano per trasparenza, e gli studenti che “non hanno proprio superato alla grande la verifica”.
È grazie a te che Dante dice che “non è sanza cagion l’andare al cupo”, e Leopardi, che la giovinezza “non si gode a pieno”.
Diciamo che, dopo questo post, non potrai certo lamentarti di essere stata trattata con troppa clemenza.
Ma se c’è qualcuno che sa uscirne con classe, quella sei proprio tu.
E tu, lettore… se sei arrivato fino alla fine di questo post… beh, che aggiungere?
Ah ecco… Difficile dire che tu non abbia avuto una discreta dose di stoicismo.
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