— Oggi disegniamo la nostra famiglia! — annuncia la maestra con un sorriso.
Tutti i bambini prendono i colori e iniziano. Antigone resta ferma con la matita in mano. Fissa il foglio bianco, poi alza la mano.
— Posso scriverlo a parole? Il disegno viene fuori come un nodo gordiano.
La maestra ride. — Su, Antigone, non può essere così difficile!
Antigone sospira.
— Vediamo… mia madre è anche mia nonna, perché ha avuto me con suo figlio. Mio padre è anche mio fratello, perché è il figlio di mia madre. I miei fratelli sono anche i miei zii, perché sono i figli di mio padre… che è anche mio fratello.
Silenzio.
Un compagno smette di colorare e guarda il proprio disegno con sospetto. La maestra apre bocca, poi la richiude.
Alla fine, Antigone sospira, poggia la matita e scrive una nota sul foglio:
“Tra figliarelle, nonnemadri, fratellizii, ziofratelli e nonnapadri, il disegno finisce nei libri di geometria non euclidea.”
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