Quando Antigone incontra la geometria non euclidea

— Oggi disegniamo la nostra famiglia! — annuncia la maestra con un sorriso.

Tutti i bambini prendono i colori e iniziano. Antigone resta ferma con la matita in mano. Fissa il foglio bianco, poi alza la mano.

— Posso scriverlo a parole? Il disegno viene fuori come un nodo gordiano.

La maestra ride. — Su, Antigone, non può essere così difficile!

Antigone sospira.

— Vediamo… mia madre è anche mia nonna, perché ha avuto me con suo figlio. Mio padre è anche mio fratello, perché è il figlio di mia madre. I miei fratelli sono anche i miei zii, perché sono i figli di mio padre… che è anche mio fratello.

Silenzio.

Un compagno smette di colorare e guarda il proprio disegno con sospetto. La maestra apre bocca, poi la richiude.

Alla fine, Antigone sospira, poggia la matita e scrive una nota sul foglio:

“Tra figliarelle, nonnemadri, fratellizii, ziofratelli e nonnapadri, il disegno finisce nei libri di geometria non euclidea.”

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Published by Lapis et Lux

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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