— Allora ragazzi, traduciamo qualcosa?
— Tipo?
— Tipo la storia di Damocle, uno sfigato versione “social media edition”.
— E chi era sto sfigato?
— Uno che viveva scrollando la vita degli altri. Sempre.
— Tipo FOMO 24/7?
— FOMO… e cioè?
— L’acronimo, prof: Fear Of Missing Out. Paura di perdersi qualcosa.
— E sarebbe?
— Quelli che stanno sui social tutto il giorno per paura di non vedere nulla. Anche quando non succede niente.
— Ah. Peggio.
— Peggio?
— Peggio: Damocle era proprio residente fisso nello scroll infinito. Altro che FOMO, lui aveva l’abbonamento annuale.
— Ok, chiaro.
— Un giorno inciampa nel profilo di re Dionigi: vita perfetta, highlights, engagements a pioggia.
— Classico: l’invidia gli manda in tilt l’algoritmo.
— Esatto. Legge tutto, rosica, e piano piano diventa un hater. Finché commenta: “Facile tirarsela con la corona e il regno già pronto.”
— E Dionigi che fa, lo blocca?
— No. Gli scrive: “Vuoi la versione non filtrata? Eccoti i codici.”
— Gli dà l’account?
— Gli dà il trono. Full experience: luci, musica, comfort.
— Ok, premium plan.
— E Damocle si sente un trending topic vivente.
— E quanto dura?
— Finché non alza lo sguardo. Cinque minuti, netti.
— E cosa vede?
— Una spada. Vera. Sospesa con un singolo crine di cavallo.
— Tipo notifica rossa di problema serio.
— Serissimo.
— E il trono non è più premium…
— È ansia in HD.
— Esatto: la vita perfetta del re era bella finché Damocle non vedeva il backstage.
— Vedi i post, non vedi le bozze cancellate.
— Né il carico che non entra nei frame.
— Né la fatica che nessuno filma.
— Già.
— Morale?
— Damocle scende: “Ridatemi la mia vita da sfigato. Meno filtri, ma almeno è mia.”
— Tipo: meglio un profilo reale che un clone lucido.
— Ci sei.
— E la spada?
— È ancora lì. È la parte invisibile di ogni vita che ammiriamo da fuori.
— Mr. D…
— Dimmi.
— Ma la sua spada di Damocle qual è?
— I miei studenti.
— Noi?!
— Sì. Quando entrate in classe con quell’aria da “oggi non so se valgo”, quel filo si muove.
— E lei cosa fa?
— Cerco di tenerlo fermo. È la parte del lavoro che non finisce nel feed.
— Non la metterà mica su Instagram questa storia, vero?
— Figurati.
— Eh, mi pareva. Lei è un professore di latino filosofo, figurati se…
— La metto su Facebook.
— FACEBOOK?! Perché?
— Perché sono un boomer, no?
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