Damocle 2.0: Scroll, Invidia e Altre Tragedie

— Allora ragazzi, traduciamo qualcosa?

— Tipo?

Tipo la storia di Damocle, uno sfigato versione “social media edition”.

— E chi era sto sfigato?

— Uno che viveva scrollando la vita degli altri. Sempre.

— Tipo FOMO 24/7?

— FOMO… e cioè?

— L’acronimo, prof: Fear Of Missing Out. Paura di perdersi qualcosa.

— E sarebbe?

— Quelli che stanno sui social tutto il giorno per paura di non vedere nulla. Anche quando non succede niente.

— Ah. Peggio.

— Peggio?

— Peggio: Damocle era proprio residente fisso nello scroll infinito. Altro che FOMO, lui aveva l’abbonamento annuale.

— Ok, chiaro.

— Un giorno inciampa nel profilo di re Dionigi: vita perfetta, highlights, engagements a pioggia.

— Classico: l’invidia gli manda in tilt l’algoritmo.

— Esatto. Legge tutto, rosica, e piano piano diventa un hater. Finché commenta: “Facile tirarsela con la corona e il regno già pronto.”

— E Dionigi che fa, lo blocca?

— No. Gli scrive: “Vuoi la versione non filtrata? Eccoti i codici.”

— Gli dà l’account?

— Gli dà il trono. Full experience: luci, musica, comfort.

— Ok, premium plan.

— E Damocle si sente un trending topic vivente.

— E quanto dura?

— Finché non alza lo sguardo. Cinque minuti, netti.

— E cosa vede?

— Una spada. Vera. Sospesa con un singolo crine di cavallo.

— Tipo notifica rossa di problema serio.

— Serissimo.

— E il trono non è più premium…

— È ansia in HD.

— Esatto: la vita perfetta del re era bella finché Damocle non vedeva il backstage.

— Vedi i post, non vedi le bozze cancellate.

— Né il carico che non entra nei frame.

— Né la fatica che nessuno filma.

— Già.

— Morale?

— Damocle scende: “Ridatemi la mia vita da sfigato. Meno filtri, ma almeno è mia.”

— Tipo: meglio un profilo reale che un clone lucido.

— Ci sei.

— E la spada?

— È ancora lì. È la parte invisibile di ogni vita che ammiriamo da fuori.

— Mr. D…

— Dimmi.

— Ma la sua spada di Damocle qual è?

— I miei studenti.

— Noi?!

— Sì. Quando entrate in classe con quell’aria da “oggi non so se valgo”, quel filo si muove.

— E lei cosa fa?

— Cerco di tenerlo fermo. È la parte del lavoro che non finisce nel feed.

— Non la metterà mica su Instagram questa storia, vero?

— Figurati.

— Eh, mi pareva. Lei è un professore di latino filosofo, figurati se…

— La metto su Facebook.

— FACEBOOK?! Perché?

— Perché sono un boomer, no?


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Published by Lapis et Lux

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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