Il tuo posto è vuoto

Fuori dalla finestra una pioggia fredda di fine inverno picchia sui vetri. Io, seduto alla cattedra, correggo un passo di Seneca. Laiba entra nell’aula senza far rumore, sorride mentre le nocche battono sulla porta socchiusa. Rimane un po’ con me a parlare di progetti e di futuro mentre continuo a correggere facendo finta di prestareContinue reading “Il tuo posto è vuoto”

Provehito in altum. Quando gli indiani sconfissero il KKK

Notte, il cielo è coperto da nuvole spesse che oscurano una luna sottile e opaca. La donna seduta nella macchina combatte il freddo di gennaio sfregandosi le mani, battendo i denti, cerando di percepire i rumori attutiti che vengono trasportati dal vento freddo di gennaio. Sono colpi di fucile, urla di uomini spaventati che siContinue reading “Provehito in altum. Quando gli indiani sconfissero il KKK”

Minima immoralia

Il calore sfrigolante e appiccicoso ribolle sulle cime degli alberi di sicomoro. Le cicale suonano come camion dei gelati, come il sibilo di una pallina, il tintinnio del ghiaccio in un bicchiere di limonata: cicale che cantano furtivamente sullo sfondo come se fossero qui da sempre. Intanto un vento inconsistente soffia da est trasportando folateContinue reading “Minima immoralia”

A est della notte

Al di là della baia i gabbiani planano accecati dalla luce abbacinante di un fervido cielo di metà maggio, ogni tanto si adagiano su qualche pilone di legno sbrecciato, come a riprendere fiato, poi via di nuovo su nel concavo azzurro. Maggio in Maryland; cieli acquamarina striati da nuvole imbevute di pioggia, campi verde smeraldoContinue reading “A est della notte”

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It’s about US

Attraverso Bel Air Road, la strada che unisce la contea di Baltimora a quella di Harford all’altezza di Parkville. A sud la sterminata periferia a ridosso della città con le modeste townhomes che si susseguono stemperandosi un miglio alla volta nei palazzi della cinta urbana; a nord la zona rurale dove il verde inglese deiContinue reading “It’s about US”

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L’intelligenza degli elettricisti

Michael continua a non rispondere. Gli occhi chiari e liquidi come l’acqua della baia galleggiano al di là delle mie domande scandite con calma rassegnata. La classe continua a seguire l’interrogazione inspirando ed espirando attraverso le mascherine; i ragazzi da casa sdraiati a letto aspettano scorrendo annoiati le dita sui cellulari. L’interrogazione procede corroborata daContinue reading “L’intelligenza degli elettricisti”

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Salvo complicazioni

Il cielo è azzurro tappezzato a intermittenza da nuvole pallide e impalpabili come lenzuola stropicciate. Un gruppo di ragazzi afroamericani seduto a gambe incrociate, mascherine colorate a coprirne i sorrisi ascolta un reverendo che parla. Io un po’ fisso il cielo e un po’ cerco di incrociare gli occhi di Saphira che seduta di fronteContinue reading “Salvo complicazioni”

Degni di essere felici

L’occhio della telecamera posizionata in cima alla lavagna restituisce un’immagine traballante ai ragazzi che seguono la lezione da casa; quindici studenti, mascherine colorate che si muovono al ritmo dei respiri, una pioggerellina primaverile che batte sulle finestre, sei piedi di distanza da un banco all’altro, prove di scuola ibrida, sofisticata come macchine di ultima generazione,Continue reading “Degni di essere felici”

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My Karma ran over my Dogma

La borsa di pelle appoggiata su una spalla, jeans scuri, camicia azzurra, una cravatta blu elettrico, mi avvio verso la macchina prendendo le misure ad automatismi ormai dimenticati. Mr. Hamilton apre la porta di casa in vestaglia, prende la copia del Baltimore Sun dal ciottolato e mi fa un cenno con la mano: «Mr D,Continue reading “My Karma ran over my Dogma”