Sai, c’è un principio logico che invitava a tagliare il superfluo.
L’ha inventato un frate del Trecento, Guglielmo di Occam: il primo minimalista della storia.
Oggi l’abbiamo preso alla lettera — tagliando tutto: fili, cuffie, pensieri.
Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.
Invano si fa con più ciò che si può fare con meno.
In parole povere: non moltiplicare le spiegazioni quando ne basta una.
Perché la verità non ha bisogno di allegati, gif, immagini e tabelle.
La semplicità non è povertà di pensiero — è sobrietà dello sguardo.
Occam, santo patrono dei miei studenti — riducono, saltano, tagliano.
Non per chiarezza, ma per istinto di sopravvivenza.
Cercano la via più breve tra la noia e la campanella.
Quasi lo vedo, questo monaco, col suo saio ruvido e un rasoio Bic rosa fluorescente in mano.
Non rade barbe e peli delle ascelle… rade illusioni.
La lama sottile recide il superfluo: idee, rapporti e tutte quelle seghe mentali che ci portiamo in tasca come monete da dieci lire.

La password non entra?
Non è il destino che ti mette alla prova.
Hai sbagliato una maiuscola.
Il collega non saluta mai?
Non è un segno.
È uno stronzo.
Il computer si blocca?
Non è il Bug del millennio.
È che hai dodici finestre aperte, e in una — da qualche parte nel buio — è partito un tormentone estivo … Pasito a pasito, suave suavecito Nos vamos pegando poquito a poquito
Io intanto spaccio rasoi metaforici a sedicenni in felpa oversize, che negli dèi greci cercano la profondità che hanno perso in uno schermo amoled.
E vaglielo a spiegare che il taglio più doloroso non è quello delle teorie superflue, né degli amori sbagliati, ma quello col passato.
Quando affondi la lama lì, non vola sangue, ma coriandoli di ricordi intrisi di rosso corallo.
E nel silenzio che segue, le ferite non lasciano un segno quando le tagli, ma quando smettono di far male.
E ora, se ti va, lascia un like, iscriviti alla pagina…
Oppure taglia tutto — anche questa finestra.
Tanto il tormentone estivo continuerà a suonare lo stesso, da qualche parte in un tab dimenticato.
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Bellissimo, come al solito, leggerti alle 6 di mattina (CET).
Apro la finestra della camera e pure quella della mente. E il ricambio d’aria è doppiamente salvifico.
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